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AR nell’industria dei videogiochi: le sfide per la Realtà Aumentata

Il comportamento dei consumatori sull’utilizzo dei media è in continua evoluzione, a causa proprio della disponibilità sempre nuova di dispositivi e servizi, che stimolano e creano abitudini e bisogni. Uno dei settori da sempre in più rapida evoluzione è quello dell’intrattenimento e, più nello specifico, dei videogiochi.

In questo articolo vedremo come la Realtà Aumentata sta rapidamente cambiando l’industria dei videogiochi e quali sfide dovrà superare per diventare uno standard nel mondo gaming.

Realtà aumentata = evasione dalla realtà

Le ragioni per cui un consumatore gioca ai videogiochi sono molteplici, ma la principale è la seguente: evadere dalla realtà. Tradizionalmente, giocare ai videogiochi significa vivere un’esperienza in un mondo immaginario. Grazie alla Realtà Aumentata, questo mondo diventa ora incredibilmente reale.

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Da quando Pokémon Go è stato lanciato nel 2016, c’è stato un cambiamento nel modo in cui i videogiochi vengono progettati e consumati. Tutto questo grazie alla Realtà Aumentata, tecnologia capace di integrare parti del mondo reale nei videogiochi. La conseguenza è una sensazione di totale immersione all’interno del videogioco.

Prendiamo appunto Pokémon Go, che rileva la geolocalizzazione dei giocatori e la integra nel gioco. I giocatori usano i propri smartphone per rilevare, catturare e collezionare Pokémon da luoghi esistenti, raccogliere risorse digitali di gioco in luoghi del mondo reale chiamati PokéStop o combattere altri giocatori nelle PokéGyms. L’innovativa esperienza di gioco, insieme alla popolarità e alla nostalgia associate al popolare anime, hanno trasformato Pokémon GO in un fenomeno mondiale. Rilasciato il 6 luglio, in due mesi è stato scaricato 500 milioni di volte. Da questo momento la domanda dei gamers di nuovi giochi AR è cresciuta esponenzialmente.

Le sfide per la Realtà Aumentata nel mondo gaming

Le sfide che la AR deve superare per diventare il primo punto di riferimento nel mondo gaming sono importanti. I game designer stanno infatti lavorando per realizzare mondi virtuali impeccabili che orientino correttamente la direzione, si adattino ai movimenti del giocatore e capiscano in che modo stia interagendo con il mondo virtuale.

È purtroppo possibile e comune provare un senso di nausea quando si gioca con la AR, proprio a causa della discrepanza tra i movimenti reali del giocatore e quelli che avvengono nel mondo virtuale. Parliamo di latenza, cioè la velocità di risposta tra i nostri movimenti reali e quelli riflessi nella realtà virtuale. Per ingannare il cervello, la latenza non deve superare i 20 millisecondi.

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Non solo: il campo visivo in un gioco VR è solo di 90 gradi, quindi più ristretto rispetto a quello nella vita reale (190 gradi orizzontatale e 120 verticale). Per raggiungere un campo visivo più ampio, sarebbero necessari headset più ingombranti, che potrebbero causare affaticamento. Confidiamo nelle nuove tecnologie per lo sviluppo di headset più leggeri nel prossimo futuro. 

Un altro punto importante da considerare riguarda la sicurezza. L’utente immerso in un mondo virtuale potrebbe inciampare in quello reale, urtare oggetti ferire se stessi o altre persone (mentre il giocatore indossa l’headset, potrebbe non rendersi conto della presenza di altri). 

AR: cosa aspettarsi nel futuro

Jethro Shell, docente di giochi e sistemi informativi presso la De Montfort University, in Inghilterra, afferma: “Non abbiamo ancora superato la fase 1.0 e ci stiamo muovendo verso la versione 2.0 grazie a sistemi di eye tracking, campi visivi maggiori, risoluzioni più elevate, audio migliore e sei gradi di libertà, ma queste aree devono essere ancora approfondite”.

Se la realtà virtuale vuole davvero avere successo e diventare lo standard per i video game, secondo Shell è necessario concentrarsi sulle sensazioni tattili, per percepire materiali e oggetti come se fossero reali. 

Visto l’enorme interesse che giocatori e non dimostrano verso questa tecnologia, possiamo realisticamente aspettarci che gli sviluppatori continueranno a migliorarla in modo incrementale. Non resta che aspettare.

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